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<title>Il Reale mi dà l'asma</title>
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<subtitle>Alla fine di giugno Pietro Gallesio diede la parola alla doppietta.</subtitle>
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<title>No, non ora, non qui...</title>
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<published>2006-02-10T10:23:27+01:00</published>
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<summary>    Le scelte migliori sono quelle fatte senza un motivo. L&amp;#39;incontenibile...</summary>
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&lt;img src=&quot;http://deposito.blogs.sapo.pt/arquivo/Copy%20of%20basta.jpg&quot; border=&quot;0&quot; width=&quot;377&quot; height=&quot;280&quot; /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le scelte migliori sono quelle fatte senza un motivo. L&amp;#39;incontenibile capogiro di un impulso. Fine a se stesso e stupido. Prima ancora che sia fine giugno Pietro Gallesio dà la parola alla doppietta... e la usa su di sé... adieu...&lt;br /&gt;
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<title>Nascondi le mani</title>
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<summary>    E cosa succede quando chiudi gli occhi? C&amp;#39;è un colore che non ti...</summary>
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&lt;img src=&quot;http://planicie-heroica.weblog.com.pt/arquivo/SENO.jpg&quot; border=&quot;0&quot; width=&quot;550&quot; height=&quot;437&quot; /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E cosa succede quando chiudi gli occhi? C&amp;#39;è un colore che non ti riesce di trovare, &lt;em&gt;lo so&lt;/em&gt;. Mescoli lacrime e tabacco e io non dormo da due anni. Ma ho smesso di cercarti, quantomeno, e nuda non hai le tasche. Una mano sulla tua pancia e stringo ancora un po&amp;#39;. Difficile nasconderti senza tasche in cui affondare le mani e insabbiare gli occhi. Ma il tuo respiro, &lt;em&gt;quello lì&lt;/em&gt;, ha il colore dell&amp;#39;affanno questa mattina e io non sono mai stato bravo a sanguinare di nascosto... Fai rumore se sorridi, anche s&amp;#39;è buio e non ti vedo in faccia. Ti attraverso la schiena con la punta del dito. C&amp;#39;è un cuore che batte lì sotto... a modo suo... Ma è il tuo seno la parola migliore. Lo sento a contatto col petto mentre ti giri e mi chiudi la bocca con le labbra. Stai bene attenta a non pronunciare il mio nome e mi appendo al tuo affanno come a una promessa. Poi è di nuovo buio e quei lampi rossi sono le tue mani che mi cercano e si stringono intorno a me, si muovono, come la tua bocca che sa di miele, le tue gambe, i tuoi occhi, la tua pancia. Va via anche il freddo e la fronte si fa molle. Non una parola, non più, solo un silenzio che ha il rumore di spezie e sudore. Mi piaci perché, &lt;em&gt;morbida&lt;/em&gt;, profumi d&amp;#39;abbandono. Poi il distacco, umido e necessario, il sonno che non arriva, non ancora, &lt;em&gt;mai più.&lt;/em&gt; Nascondi le mani sotto le coperte, fammi il favore. Così piccole... sembra impossibile facciano così male a volte...&lt;br /&gt;
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<title>Un silenzio di vetro</title>
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<published>2006-01-19T13:00:58+01:00</published>
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<summary>  I lampioni gocciolano una luce d&amp;#39;arancio e canditi e non esiste un modo...</summary>
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&lt;img src=&quot;http://foto.lucien.it/carnevale/arancio97p3.jpg&quot; border=&quot;0&quot; width=&quot;225&quot; height=&quot;229&quot; align=&quot;right&quot; /&gt;I lampioni gocciolano una luce d&amp;#39;arancio e canditi e non esiste un modo grazioso di avere paura. Esiste un modo semplice di chiudere gli occhi e respirare in silenzio. Il mio respiro si condensa sul vetro e ci faccio i disegnini con la punta dell&amp;#39;indice. Ma sei tu che dipingi. Io ho solo un cappello e non porto bene neppure quello. &lt;em&gt;Quanti anni hai?&lt;/em&gt; Meno di quelli che vorrei. &lt;em&gt;Più di quelli che ti occorrono&lt;/em&gt;. Lo so. Incendio carta e sorrisi e tu stai nel mezzo. Proprio lì, a metà strada tra la paura d&amp;#39;amare e le mie mani che ti costringono a guardarmi negli occhi. Perché il corpo è un&amp;#39;altra storia. Quello viaggia da solo, &lt;em&gt;lo so&lt;/em&gt;. E io non ho difese. La tua pelle e i tuoi occhi, le tue labbra umide e quell&amp;#39;odore di abbandono che mi si appiccica addosso come cera. Ti muovi lenta e misurata perché mi conosci a memoria ormai. Sai dove attendermi e ti piace stuzzicare, fino a che non sarà di nuovo cenere. Finisce sempre così. Mi sono sempre innamorato delle donne che capivo, non di quelle che capivano me. E continuo a capirti anche adesso amore mio. Adesso che torni a chiudere gli occhi e i disegnini sul vetro non si vedono più. I tuoi occhi non fanno rumore mentre le palpebre si abbassano. E il silenzio, adesso, sembra di vetro.&lt;br /&gt;
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<title>Io non so dipingere...</title>
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<published>2006-01-16T16:17:17+01:00</published>
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<summary>    Occorre ubriacarsi di speranza e poi buttare la testa in un secchio e...</summary>
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&lt;img src=&quot;http://sefelia.altervista.org/_altervista_ht/labbra_e_petali.jpg&quot; border=&quot;0&quot; width=&quot;683&quot; height=&quot;442&quot; /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Occorre ubriacarsi di speranza e poi buttare la testa in un secchio e smaltire la sbornia. Perché qualcosa alla fine si sgretola e se solo riuscissi a impastare quel gesso con acqua e colore... se solo sapessi disegnare i tuoi capelli così scuri, le tue guance, il tuo lottare confuso... Un giorno capirai che i delfini soffrono anche loro se nuotano da soli. Hai occhi di cacao e mani che sanno di borotalco. Mi piaci su un fianco, quando la sera è già notte e la veglia è di burro, come le tue mani, come il tuo sonno. Ancora mi scalda il tuo guardarmi silenziosa. Ancora non capisco dove finiscono le tue labbra e dove inizia il mio respiro. Ma il pallore della tua faccia proprio non si addice a due labbra così rosse... e fammi il favore non sorridere... C&amp;#39;è un fuoco che non mi riesce di governare... Io non so dipingere e tu sei così bella... &lt;br /&gt;
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<title>Caldo alle tempie</title>
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<summary>    Quando il caldo arriva alle tempie significa  irrimediabilmente  che non...</summary>
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&lt;img src=&quot;http://www.emmj.it/marta/riccioli.jpg&quot; border=&quot;0&quot; width=&quot;354&quot; height=&quot;234&quot; /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quando il caldo arriva alle tempie significa &lt;em&gt;irrimediabilmente&lt;/em&gt; che non è più con la testa che sto ragionando. E poi i segni li porto sulla schiena. Ma non sono solo le tue unghie mia cara, &lt;em&gt;nonsolo. &lt;/em&gt;Una bambolina con tanti ricci e le mie mani dappertutto. Seno di mamma e odore di donna e noi uomini siamo così stupidi &lt;em&gt;diomio...&lt;/em&gt; &lt;br /&gt;
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<title>...e sonno non è mai stato</title>
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<summary>    Eccomi, ancora qui. Di nuovo solo. Felice di questa solitudine così...</summary>
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&lt;img src=&quot;http://www.schreiberundleser.de/manara/_pic/Manara-Taenzerin.jpg&quot; border=&quot;0&quot; width=&quot;550&quot; height=&quot;376&quot; /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Eccomi, ancora qui. Di nuovo solo. Felice di questa solitudine così tiepida e aderente. C&amp;#39;è un sole magnifico e fuori tira vento. Muovo le dita, stringo i pugni. Ossa, scarpe, cappotto nero, le ginocchia, il respiro e l&amp;#39;aria fredda che lo sottolinea... &lt;em&gt;Se il credersi unico è dovuto a un&amp;#39;illusione, essa è, conveniamone, così totale, così imperiosa, che è legittimo chiedersi se sia ancora possibile chiamarla così. &lt;/em&gt;Ho un&amp;#39;immagine che mi scoppietta dietro le palpebre. Incredibile come chiudendo gli occhi riesca a sentir l&amp;#39;odore della schiena. Le mani, la pelle sotto che rabbrividisce. Gli occhi chiusi. No, non è ancora piacere. No, &lt;em&gt;è attesa&lt;/em&gt;. Poi l&amp;#39;abbandono. Dei corpi, degli occhi, della pancia. Il timore di rompere l&amp;#39;incanto e la &lt;em&gt;voglia &lt;/em&gt;di farlo. Riapro gli occhi e riemergo dal buio. Va bene, va bene &lt;em&gt;è sogno, &lt;/em&gt;per ora... ma sonno non è mai stato...&lt;br /&gt;
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<title>Urlare non è facile</title>
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<published>2005-12-06T15:53:40+01:00</published>
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<summary>         Mio padre mi aveva avvertito.  Devi imparare a fischiare  mi diceva....</summary>
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&lt;span&gt;&lt;img src=&quot;http://www.aintitcool.com/Ranxerox1.jpg&quot; border=&quot;0&quot; width=&quot;436&quot; height=&quot;468&quot; /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span&gt;Mio padre mi aveva avvertito. &lt;em&gt;Devi imparare a fischiare&lt;/em&gt; mi diceva. E io non l&amp;#39;ho mai ascoltato. Ora vorrei che mi avesse insegnato anche a gridare perché urlare non è facile per niente e io sono inadatto, maldestro, insensato. Apro la bocca ed entra freddo, polvere, fastidio... non esce nulla però e io rimango con la mia giacca troppo grossa e i capelli troppo corti. Tutto ciò che in me aspira alla vita esige che in qualche modo io rinunci a &lt;em&gt;te.&lt;/em&gt; E mentre lei si riveste penso che il suo cuore mi starebbe in una mano. Prendo coscienza del fatto che sono un paletto che delimita la &lt;em&gt;sua&lt;/em&gt; esistenza. Che delimita la &lt;em&gt;tua&lt;/em&gt; assenza. Un posto in cui &lt;em&gt;non &lt;/em&gt;tornare. Mi bacia, chiudo gli occhi. Mi bacia ancora e io non le resisto. Mi spoglia, si infila di nuovo sotto le coperte e mi sorride. &lt;em&gt;Dove sei?&lt;/em&gt; Mi chiede. &lt;em&gt;Sono qui con te. &lt;/em&gt;Rispondo. Sa che non è vero. Non ha fretta e mi bacia, mi morde, mi tormenta. Il suo corpo, il suo &lt;em&gt;non&lt;/em&gt; fare domande. Sono ancora qui.&lt;div align=null&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;
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